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Ventisei anni fa, in un'aula dell'Università Bocconi, discutevo la tesi in Organizzazione del Lavoro e chiudevo il mio percorso in Economia e Commercio.
Avevo in testa mille certezze su come sarebbe andato il "dopo". Ne è rimasta in piedi forse una su dieci — e va benissimo così.
Ripensarci oggi, a distanza di 26 anni, ha un sapore particolare. Non è un anniversario "tondo" come i 25 o i 30, ed è proprio per questo che mi piace: nessuna festa ufficiale, nessun bilancio solenne. Solo il tempo di fermarmi un attimo e guardare la strada percorsa.
Studiare Organizzazione del Lavoro a Bocconi non mi ha insegnato solo modelli teorici e casi aziendali.
Mi ha dato un modo di guardare i problemi: scomporli, capire chi fa cosa e perché, individuare dove si inceppa un processo — che si tratti di un'azienda, di un team o, con gli anni, anche della vita di tutti i giorni.
Quello che allora sembrava "solo" materia d'esame è diventato, col tempo, una lente con cui guardo praticamente tutto.
Il mondo del lavoro che studiavo sui libri e quello che vivo oggi sono due pianeti diversi. Digitalizzazione, smartworking, nuove generazioni con priorità diverse dalle nostre: se dovessi scrivere oggi quella tesi, la riscriverei da zero. Grazie a Cioccarelli, Carlo Turati e Luca Solari (ed a tutti i prof e le prof che mi hanno accompagnato)
Eppure certe dinamiche restano identiche: la gestione delle persone, la comunicazione interna, il senso che diamo al nostro lavoro. Cambiano gli strumenti, non cambia la sostanza umana.
Il bilancio, quello vero:
Non tutte le strade che immaginavo all'epoca si sono realizzate. Alcune porte si sono chiuse, altre — che nemmeno vedevo — si sono aperte. E va bene così: se avessi seguito solo il "piano" di allora, mi sarei persa gran parte di quello che sono oggi.
Se potessi dare un consiglio alla me di 26 anni fa, le direi di stare più tranquilla: le cose si sistemano, spesso in modi che non avresti mai immaginato.
E adesso?
Ventisei anni non sono un traguardo, sono un punto della strada. E la strada, per fortuna, continua.

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