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❤️ Ci sono giorni che senti arrivare da lontano. Questo era uno di quelli. 26/6/2026
Cinque anni.. Un'unica certezza: non mi sarei fermata.
Ho passato cinque anni a chiedermi se ne valesse la pena — lo studio, la stanchezza, le domeniche sacrificate, tante mattine difficili (almeno10 sveglie programmate e non sentirne mezza) ed i pomeriggi a fissare appunti che sembravano scritti in ostrogoto. La risposta, a quanto pare, era sì. Cinque anni di sveglie all’alba, notti sui libri o al pc, momenti in cui ci ho creduto e momenti in cui ho fatto finta di crederci.
100 e lode.
Tre parole che ho ripetuto mille volte nella testa senza mai davvero crederci. Eppure eccole qui, reali, mie.
7.20 – 8.10
Io che avrò fatto almeno 10.000 passi nel corridoio in attesa di entrare - E grazie al cielo ero la prima della giornata!!!
Io che ne ho dette di tutti i colori alle persone che erano lì, in quel momento, per darmi la forza di affrontare con un sorriso questa prova di passaggio… persone che hanno dovuto ascoltare - e riascoltare e riascoltare ancora - negli ultimi 9 mesi il mitico Antonello Venditti e la sua mitica canzone evergreen “notte prima degli esami”.
"Maturità, t'avessi preso prima, le mie mani sul tuo senoÈ fitto il tuo misteroE il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americaniNon fermare, prego, le mie maniSulle tue cosce tese, chiuse come le chieseQuando ti vuoi confessare"
8.10 – 9.10
io, seduta nell'aula, davanti alla commissione, mani fredde nonostante il caldo torrido di fine giugno nella bollente Milano.
E poi quella commissione, quell’aula, quella domanda che sapevo rispondere a memoria e che, invece, mi ha fatto venire un nodo in gola.
Grazie a chi c'era, fisicamente, con il pensiero o con il ❤️. Grazie a chi ci ha creduto anche quando io non ci riuscivo.
Grazie a chi ha camminato con me in questo pezzo di strada. Sapete chi siete.
Cento. Con lode. “Verdetto” uscito nel pomeriggio, alle 16 e qualcosa, quando ero in compagnia dei miei più cari amici in un posto del cuore che mi ha visto crescere e diventare la donna che sono oggi.
Non lo scrivo per vantarmi — o forse un pochino sì, e ho deciso che posso permettermelo. Lo scrivo perché voglio ricordare com'è fatta questa sensazione: leggera e pesante insieme, come quando hai tenuto il fiato per troppo tempo e finalmente lo lasci andare.
Non so ancora cosa voglio fare “da grande”. Ma so che oggi mi sento esattamente nel posto giusto, nel momento giusto. E per ora mi basta. ✨
Il resto comincia adesso. 🌙

Buon Solstizio d'inverno!
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